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    <title>Dintorni – ChrisMare Hotel Taormina</title>
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    <item>
      <title>Taormina</title>
      <link>https://www.hotelchrismare.com/taormina</link>
      <description>Taormina Splendidamente adagiata sull’altopiano roccioso a 200 metri di altitudine. Taormina occupa una posizione stupenda, a balcone sul mare e di fronte all’Etna. Meta di viaggi fin dal ‘700, è solo verso l’ultimo trentennio del XIX secolo, che conosce un notevole sviluppo turistico. Molti gli stranieri, soprattutto inglesi e tedeschi, che decidono di costruire ville</description>
      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Taormina
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Splendidamente adagiata sull’altopiano roccioso a 200 metri di altitudine. Taormina occupa una posizione stupenda, a balcone sul mare e di fronte all’Etna. Meta di viaggi fin dal ‘700, è solo verso l’ultimo trentennio del XIX secolo, che conosce un notevole sviluppo turistico. Molti gli stranieri, soprattutto inglesi e tedeschi, che decidono di costruire ville nella città. Molte le personalità ospitate, dall’imperatore Guglielmo II a Edoardo VII a famiglie conosciute (i Rothschild, i Krupp).
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Taormina La Leggenda
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Narra una leggenda che un’imbarcazione greca, in navigazione nel tratto davanti alla costa orientale, avesse l’impudenza di commettere disattenzioni nel fare un sacrificio al dio del mare Nettuno. Questi, tremendamente adirato, avrebbe allora fatto alzare un vento così forte da causare un naufragio. Uno solo dei marinai, scampato alla morte e all’ira del dio, sarebbe riuscito ad approdare sulla spiaggia di capo Schisì. Affascinato da questi luoghi, Teocle, il naufrago, avrebbe dunque deciso di fare ritorno in Grecia. Convinse alcuni suoi compatrioti a tornare in Sicilia e a fondare una colonia: Naxos.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Taormina sorge alta sul promontorio, ma ai suoi piedi si stendono belle spiagge. La piccola baia di Mazzarò è chiusa a sud da Capo Sant’Andrea, ricco di grotte, tra le quali spicca la Grotta Azzurra. Le voci dei pescatori che invitano alla gita risuonano su tutte le spiagge. Oltre il capo si estende la deliziosa baia chiusa dall’Isola Bella che un’esilissima lingua di terra collega alla riva. Le spiagge più estese, Spisone e Mazzeo, si trovano invece a nord di Mazzarò.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Il centro di Taormina, pedonale, si costruisce intorno a corso Umberto I, principale arteria della città, dal quale è possibile raggiungere tutti, o quasi, i punti di maggior interesse.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Il clima mite, la bellezza del paesaggio e la calma che regna tutt’intorno hanno reso Taormina famosa in tutto il mondo.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2016 15:00:00 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Giardini Naxos</title>
      <link>https://www.hotelchrismare.com/giardini-naxos</link>
      <description>Giardini Naxos Giardini Naxos è adagiata in una piccola baia, protetta da tutta una cintura di colli. Giardini Naxos Prima Colonia Greca Prima colonia greca in Sicilia, possiede un’ampia zona archeologica con annesso il relativo museo. Pochi paesaggi assommano le tipiche bellezze di Sicilia come Giardini Naxos, culla di antiche civiltà mediterranee e stazione turistica</description>
      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Giardini Naxos
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Giardini Naxos è adagiata in una piccola baia, protetta da tutta una cintura di colli.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Giardini Naxos Prima Colonia Greca
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Prima colonia greca in Sicilia, possiede un’ampia zona archeologica con annesso il relativo museo. Pochi paesaggi assommano le tipiche bellezze di Sicilia come Giardini Naxos, culla di antiche civiltà mediterranee e stazione turistica d’avanguardia nel panorama ricettivo del meridione d’Italia.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Nell’attuale collocazione di Giardini Naxos, presso Capo Schisò, nel 734 a.C. dei coloni calcidesi fondarono quello che è stato ritenuto per molto tempo il primo insediamento greco in Sicilia. Recenti studi affermano che sia stato invece Zancle nel 756 a.C. il primo avamposto greco di Sicilia. Alla nuova colonia venne attribuito il nome di Naxos come l’omonima isola nel Mar Egeo. Nonostante rimase un centro di modeste dimensioni mantenne il suo valore simbolico, in quanto venne eretto un altare in onore di Apollo Archegetes. Punto di partenza degli ambasciatori greci in ritorno alla madrepatria.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          La sagoma elegante dell’abitato di Giardini Naxos sembra una perla incastonata nella falcata della rada omonima. Guardala di notte é un luogo incantato di fiaba, con mille piccole fiaccole tremolanti, alle quali si aggiungono le luci argentee delle Lampare sul mare. In lontananza si scorge lo Stretto e la costa calabra, sullo jonio. All’orizzonte, il vulcano Etna maestoso e le verdi colline degradanti verso il mare. Più vicino, Castelmola, monte Venere, monte Tauro ed il teatro greco-romano.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Oggi Giardini-Naxos è, assieme alle contigue Taormina e Letojanni, una delle località balneari più popolari della Sicilia orientale.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2016 14:00:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Castelmola</title>
      <link>https://www.hotelchrismare.com/castelmola</link>
      <description>Castelmola Il paese, piccolo e ben conservato, si trova sulla cima di un cocuzzolo a strapiombo sul mar Ionio a circa 36 chilometri a sud da Messina, a circa 49 chilometri a nord da Catania e a pochi chilometri da Taormina. Il punto più elevato si raggiunge salendo per un sentiero, dalla piazza principale</description>
      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Castelmola
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Il paese, piccolo e ben conservato, si trova sulla cima di un cocuzzolo a strapiombo sul mar Ionio a circa 36 chilometri a sud da Messina, a circa 49 chilometri a nord da Catania e a pochi chilometri da Taormina. Il punto più elevato si raggiunge salendo per un sentiero, dalla piazza principale del paese, la Piazza Sant’Antonino, fino ai ruderi di un castello. Sulla piazza esiste un belvedere che offre una splendida vista sulla costa ionica e sulla città di Taormina, sul mare e sulla costa Calabra.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Castelmola Storia
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Le origini di Castelmola risalgono al periodo pre-ellenico. La denominazione trae ispirazione dalla conformazione del grande masso su cui sorge che ricorda appunto una Mola. Forse per la sua posizione sopraelevata fu un tempo la vera acropoli di Taormina. Le loro vicende sono talmente connesse da non poter distinguere quelle dell’una da quelle dell’altra. Mylai era il nome del primo insediamento, risalente all’Età del ferro (VIII secolo a.C.), opera dei Siculi. Ciò è testimoniato dal ritrovamento della necropoli di Cocolonazzo. Le ceramiche con decorazioni dipinte a motivi geometrici, restituite dalle sepolture a grotticella artificiale, hanno consentito di determinare l’origine dell’abitato.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Castelmola Oggi
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          L’aspetto del paese, la struttura urbanistica medievale si è mantenuta completamente inalterata fino al 1928. Purtroppo in seguito, per creare l’accesso fino al centro urbano, venne del tutto modificata l’affascinante entrata del borgo. Una scalinata quasi intagliata nella roccia conduceva ai piedi del Castello, fino alla porta vera e propria di entrata nel centro. Oggi a mantenere l’idea, di quello che era, rimane l’Arco d’entrata posto su una gradinata in pietra calcarea. L’Auditorium Comunale conserva al suo interno le straordinarie foto che ne testimoniano la bellezza. Nel tempo, malgrado le modifiche apportate al suo aspetto, questo paese riesce ancora a conservare racchiuso nei suoi vicoli la magia, il fascino immutato dell’antico che mescolandosi al nuovo trasmette l’impressione che qui il tempo si sia fermato.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2016 13:00:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Vulcano Etna</title>
      <link>https://www.hotelchrismare.com/vulcano-etna</link>
      <description>Il Vulcano Etna è un complesso siciliano originatosi nel Quaternario. Rappresenta il vulcano attivo più alto della Placca euroasiatica. Anticamente Aetna.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vulcano Etna
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Vulcano Etna (Mungibeddu o ‘a Muntagna in siciliano) è un complesso vulcanico siciliano originatosi nel Quaternario. Rappresenta il vulcano attivo terrestre più alto della Placca euroasiatica. Le sue frequenti eruzioni nel corso della storia hanno modificato, a volte anche profondamente, il paesaggio circostante, arrivando più volte a minacciare le popolazioni che nei millenni si sono insediate intorno ad esso.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vulcano Etna Storia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I primi riferimenti storici alle attività eruttive del Vulcano Etna si trovano negli scritti di Tucidide, Diodoro Siculo e Pindaro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Vulcano Etna si è formato nel corso delle ere con un processo di costruzione e distruzione iniziato intorno a 570.000 anni fa. Al suo posto si ritiene vi fosse un ampio golfo nel punto di contatto tra la zolla Euro Asiatica e la zolla Africana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’attività maggioritaria in tempi storici è stata connessa a quella del sistema centrale, che in tempi più recenti ha interessato altre nuove bocche sommitali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel 2007, è nato il Nuovo Cratere di Sud-Est che in seguito all’intensa e frequente attività stromboliana e alle fontane di lava. Tra il 2011 ed il 2013 ha assunto dimensioni imponenti raggiungendo l’altezza dei crateri precedenti.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vulcano Etna Etimologia del Nome
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’etimologia del nome Etna è da sempre dibattuta. Sembrerebbe risalire alla pronuncia del greco antico itacista del toponimo Aitna (aitho cioè bruciare). L’Etna era conosciuto nell’età romana come Aetna.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli scritti in lingua araba si riferivano ad essa come la montagna o montagna di fuoco. Questo nome fu più tardi mutato in Mons Gibel dal latino mons e dall’arabo Jebel, da cui Mongibello. Il nome Mongibello è rimasto in uso comune per molto tempo. Qualcuno continua a chiamare l’Etna con tale appellativo. Secondo un’altra teoria, deriva da Mulciber uno degli epiteti con cui veniva chiamato dai latini il dio Vulcano.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/7e2aff64/dms3rep/multi/monte-etna.jpg" length="426926" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 16 Sep 2016 12:00:00 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Riviera dei Ciclopi</title>
      <link>https://www.hotelchrismare.com/riviera-dei-ciclopi</link>
      <description>Riviera dei Ciclopi Acireale era conosciuta già in epoca romana come centro termale. Le sue terme sono ancora in uso e frequentate da un certo numero di visitatori abituali. Fu distrutta dal terremoto del 1693. In seguito venne costruita così come la vediamo oggi. Magnifici edifici in stile barocco e una bella piazza centrale</description>
      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Riviera dei Ciclopi
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Acireale era conosciuta già in epoca romana come centro termale. Le sue terme sono ancora in uso e frequentate da un certo numero di visitatori abituali. Fu distrutta dal terremoto del 1693. In seguito venne costruita così come la vediamo oggi. Magnifici edifici in stile barocco e una bella piazza centrale che la rendono una meta interessante.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          A nord della città la costa è stata letteralmente disegnata dall’Etna. Le sue colate laviche hanno creato nei secoli rocce dalle forme contorte e ripide scogliere a guardia di insenature dalle acque limpide. Quella che si stende fra Aci Castello e Acireale è la Riviera dei Ciclopi. Nome suggestivo a cui sono legati alcuni dei miti omerici più famosi, come quello che attribuisce la nascita degli 8 spettacolari Scogli dei Ciclopi a Polifemo che, accecato, staccò queste rocce dall’Etna e le scagliò contro Ulisse e i suoi compagni in fuga.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Riviera dei Ciclopi e Acireale
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Il paese sorge adesso proprio sulla colata lavica che distrusse la città alla fine del XVII secolo. Una terrazza naturale a picco sul mare fittamente coltivata a limoni. Dal giardino pubblico di Villa Belvedere, all’estremità nord del paese, si ha la migliore vista del paese sulla Riviera e sull’Etna. Il Duomo è un bell’edificio barocco che ha la particolarità di avere due guglie rivestite di piastrelle in ceramica e una bella facciata gotica. Nella stessa piazza si trovano il Palazzo Comunale, mentre in Piazza San Domenico si trova Palazzo Musumeci, altro bell’esempio di barocco siciliano. Acireale è conosciuta per il suo grandioso carnevale, una delle feste più belle in Sicilia, inoltre è uno dei pochi luoghi in cui è ancora vivo il tradizionale teatro dei pupi.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Riviera dei Ciclopi o Dei Limoni
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          La Riviera dei Ciclopi é caratterizzata da una costa lavica. Creatasi con le innumerevoli eruzioni dell’Etna, prospiciente un mare profondo e trasparente. La linea di costa si inarca in prossimità di Acireale. Raggiunge un’altezza di 120 metri sul mare, prendendo il nome di Timpa. Successivamente torna a ridiscendere. Sempre col suo ruvido aspetto nereggiante. Viene ricordata come Riviera dei limoni per via dello straordinario spettacolo offerto dai lussureggianti agrumeti visibili ai lati della strada.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2016 11:00:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Valle dell’Alcantara</title>
      <link>https://www.hotelchrismare.com/valle-dell-alcantara</link>
      <description>Valle dell’Alcantara Le Gole Sono delle gole alte fino a 25 metri e larghe, nei punti più stretti, 2 metri e nei punti più larghi 4-5 metri. Il canyon naturale non è stato scavato nel corso di migliaia di anni dall’acqua. L’ipotesi più accreditata è legata ad eventi sismici. I movimenti sussultorio-tettonici fecero letteralmente spaccare</description>
      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Valle dell’Alcantara Le Gole
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Sono delle gole alte fino a 25 metri e larghe, nei punti più stretti, 2 metri e nei punti più larghi 4-5 metri. Il canyon naturale non è stato scavato nel corso di migliaia di anni dall’acqua. L’ipotesi più accreditata è legata ad eventi sismici. I movimenti sussultorio-tettonici fecero letteralmente spaccare in due vecchi laghi basaltici formatisi dalla fuoriuscita di magma dalle fessurazioni, vecchie di 300.000 anni, dei basamenti pre-etnei, consentendo all’acqua del fiume di insinuarsi al suo interno. Questo fenomeno è evidenziato dal fatto che la struttura delle pareti (simile in alcuni punti a “cataste di legna” ed in altri a “colonne d’organo”) è intatta e spigolosa.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Il fiume Alcantara scorre tra pietra lavica che forma il suo alveo caratteristico. Sul territorio di Motta Camastra in località Fondaco Motta si trova la gola più imponente e famosa dell’Alcantara. Lunga per più di 6 km e percorribile in modo agevole per i primi 3 Km.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          La particolarità di questa gola consiste nella struttura delle pareti, create da una colata di lava basaltica ricca di ferro, magnesio e calcio. La lava si è poi raffreddata molto lentamente, dato il grande spessore del plateau creatosi. Si sono così create forme prismatiche pentagonali ed esagonali, che richiamano la struttura molecolare dei materiali che la costituiscono.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Valle dell’Alcantara Storia
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Le prime testimonianze di insediamenti umani nella valle risalgono alla tarda età del Rame e inizi Bronzo antico (necropoli di contrada Marca – Castiglione di Sicilia).
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Dopo l’arrivo dei Greci a Naxos, avvenuto nel 735 a.C. i Siculi furono costretti ad internarsi. Qualche tempo dopo l’area di Francavilla ospitò una colonia calcidese, di cui si conosce il ricco santuario di Demetra e Kore (VI sec. a.C.).
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Nell’anno 1060 i Normanni diedero inizio alla liberazione della Sicilia e la notte di Natale del 1130 nasce per mano di Anacleto II il regno di Sicilia. La valle dell’Alcantara fu presa in grande considerazione per via della sua posizione strategica. Percorsa da una importante arteria interna di collegamento tra Messina e Palermo fu più tardi ricalcata dalla via Regia.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Valle dell’Alcantara e Artigianato
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          L’artigianato si è sempre contraddistinto per lavori di alta qualità. Ciò è facilmente riscontrabile oggi nelle poche botteghe ancora rimaste. Idee, creatività, manualità e abilità degli uomini e delle donne del luogo, hanno dato vita a creazioni di notevole valore.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Le figure che rendono la Valle dell’Alcantara una zona di così alto pregio dal punto di vista dell’artigianato sono molteplici. La sarta, dalla cui fantasia prendono vita bellissimi manufatti. La ricamatrice, la cui pazienza è in grado di creare lavori che oggi hanno un notevole valore economico. Infine la filatrice.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Mestieri più tipicamente (e tradizionalmente) maschili, sono invece quelli legati all’abilità del calzolaio e del fabbro ferraio. In ultimo lo scultore, dalla cui fantasia, e con l’ausilio dello scalpello, la pietra o il legno acquistano le forme volute.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2016 10:00:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Forza d’Agrò</title>
      <link>https://www.hotelchrismare.com/forza-d-agro</link>
      <description>Forza d’Agrò Circondata da scoscesi burroni, da panorami mozzafiato, tanto da apparire come una tela in movimento. La tranquillità che solo lei sa concedere, a 420 metri dal livello del mar Ionio messinese, sorge su una cima della vallata d’Agrò un suggestivo gioiello Siciliano.</description>
      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Forza d’Agrò
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Circondata da scoscesi burroni, da panorami mozzafiato, tanto da apparire come una tela in movimento. La tranquillità che solo lei sa concedere, a 420 metri dal livello del mar Ionio messinese, sorge su una cima della vallata d’Agrò un suggestivo gioiello Siciliano. Forza d’Agrò.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Numerosi ritrovamenti archeologici, effettuati negli anni scorsi, nei pressi del castello della Forza testimoniano che il sito era frequentato sia in età preistorica che in epoche successive come il periodo greco, ellenistico e romano.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Come un balcone sul mar Jonio, dal suo belvedere è possibile ammirare la costa da Messina a Siracusa. Taormina e Castelmola, la baia di Giardini-Naxos e l’imponente mole del vulcano Etna.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Nel 1971, il centro storico di Forza d’Agrò (insieme a Savoca) è stato scelto da Francis Ford Coppola per l’ambientazione di numerose scene presenti in tutti i film della saga della famiglia Corleone. Tra i più famosi Il padrino.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Forza d’Agrò Storia
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          La sua storia è riccamente colorita per via delle numerose invasioni avvenute nell’arco dei secoli. Si deve ai Greci il primo insediamento tra il VII ed i V secolo a.C. La battezzarono con il nome di ARGHENNON AKRON, cioè “promontorio d’argento”, in seguito poi definita ARGON ‘AGRON.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Con la conquista Romana del 135 a.C. il luogo abbandonò la connotazione greca. Assunse quella latina di AGRILLAE. Il villaggio e i gruppi esistenti nella vallata assunsero il nome di VICUM AGRILLAE.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Intorno al VII secolo divennero sempre più frequenti le incursioni Arabe. Nel 1091 il Conte Ruggero il Normanno riuscì a donare un po’ di fiducia e padronanza ad un popolo molte volte bersagliato dalle invasioni. E’ infatti al Conte Ruggero che si attribuisce la costruzione del Castello di Forza d’Agrò.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Forza d’Agrò e Tradizioni
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Forza d’Agrò sicuramente può vantare una totale dedizione alle tradizioni, soprattutto religiose. Fra le varie feste e processioni a sfondo religioso che si svolgono a Forza d’Agrò assume rilevanza demologica la secolare festa della Trinità. Questa deriva da un quadro custodito nell’omonima chiesa, raffigurante la visita di tre Angeli ad Abramo. La festa consiste in un’amichevole, fraterno e sentito incontro fra le due confraternite di Forza d’Agrò e Gallodoro che si tiene ogni anno. La festa si svolge alternativamente, nelle due località, con successiva spartizione delle tipiche cuddure. In egual misura per i fedeli è sicuramente importante la festa del S.S.Crocifisso, padrone del paese, celebrata il 14 settembre di ogni anno.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2016 09:00:00 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Savoca</title>
      <link>https://www.hotelchrismare.com/savoca</link>
      <description>Savoca Savoca è un comune della provincia di Messina, borgo più bello d’Italia dal 2008 e nota città d’arte. È anche conosciuta con il nome di Paese delle sette facce e Terra ferace di gagliardi ingegni. Il territorio comunale ha un’estensione di circa 8 km2, che si estendono sulla sommità di una rocca</description>
      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Savoca
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Savoca è un comune della provincia di Messina, borgo più bello d’Italia dal 2008 e nota città d’arte. È anche conosciuta con il nome di Paese delle sette facce e Terra ferace di gagliardi ingegni.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Il territorio comunale ha un’estensione di circa 8 km2, che si estendono sulla sommità di una rocca a 303 metri sul livello del mare. Il centro storico, di origini medievali, è diviso in piccole frazioni densamente popolate. Immerso nella vegetazione coltivata ad agrumeti, alternati a vaste zone pianeggianti di uliveti e vigneti. Allevamenti di bovini, ovini e suini, e artigianato caratterizzato dalla lavorazione di prodotti in legno. Savoca (insieme a Forza d’Agrò) é stato scelto come set di numerosi film di grande successo, come il Padrino di Francis Ford Coppola.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Savoca Storia
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          La storia della cittadina di Savoca affonda le sue radici nell’Epoca romana, quando, secondo alcuni storici, fu fondato il primo nucleo dell’attuale centro storico. Il sito venne frequentato dai Bizantini e successivamente venne valorizzato dagli Arabi, a partire dal IX secolo. Fu però coi Normanni che la cittadina collinare assurse a centro principale della Valle d’Agrò e della riviera ionica della Provincia di Messina insieme a Taormina. Acquistando così il prestigio che le consentì di raggiungere tra il XV e il XVIII secolo un notevole sviluppo politico, religioso, economico e culturale.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Savoca Curiosità
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Le origini della cittadina sono piuttosto controverse.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Secondo la prima ipotesi, il centro di Savoca dovrebbe corrispondere a Pentefur. Centro abitato dai romani di Sesto Pompeo, in fuga dalle orde di barbari che invasero Phoinix nel III-IV secolo d.C.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Un’altra teoria vorrebbe invece che il borgo messinese nacque nel I secolo d.C. All’epoca della distruzione, da parte di Ottaviano, del villaggio di Phoinix.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Una leggenda medievale, narra che fu fondato da cinque (‘penta’) ladroni, fuggiti dal carcere della vicina Tauromoenium.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Savoca conserva ancora oggi antiche vestigia di origine medioevale, rinascimentale e barocca. Possiede una cripta in cui sono custodite ed esposte le salme imbalsamate di alcuni notabili del paese risalenti ai secoli XVIII e XIX. Conserva inoltre, nel suo centro storico, i ruderi di un’antichissima sinagoga medioevale, trasformata in civile abitazione dopo il 1470.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2016 08:00:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Aci Castello</title>
      <link>https://www.hotelchrismare.com/aci-castello</link>
      <description>Aci Castello La bellissima Aci Castello é il primo centro della riviera dei Ciclopi, così chiamata per gli scogli che emergono dal mare e che sembrano gettati da un gigante. La leggenda narra che fu Polifemo accecato a scagliarli contro Ulisse in fuga. Il paese fu distrutto da un terremoto nella seconda metà  del 1100</description>
      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Aci Castello
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          La bellissima Aci Castello é il primo centro della riviera dei Ciclopi, così chiamata per gli scogli che emergono dal mare e che sembrano gettati da un gigante. La leggenda narra che fu Polifemo accecato a scagliarli contro Ulisse in fuga. Il paese fu distrutto da un terremoto nella seconda metà  del 1100. Gli abitanti furono costretti a riparare in località  vicine, che a loro volta si svilupparono come centri autonomi. Oggi sono riconoscibili dal prefisso Aci (Acitrezza, Acireale ecc.). Aci castello si presenta come una piccola stazione balneare, adagiata ai piedi di un antico castello normanno.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Il mare é sicuramente la prima attrazione di Aci Castello. Il paesaggio costituito dal castello e dal litorale, punteggiato di limoni, agavi e palme. Uno degli angoli di Sicilia più ritratti dagli artisti e pertanto più famosi anche all’estero.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Aci Castello e Litorale dei Ciclopi
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Il castello risalente al Medioevo, che spartano e massiccio sovrasta il mare minaccioso. La struttura fu costruita su una roccia emersa durante le antiche eruzioni vulcaniche dell’Etna. Risale precisamente al 1076 ed é di origine normanna. La struttura é davvero ben conservata considerando tutti gli assalti che ha subito, le eruzioni vulcaniche che l’hanno assediata e gli scampati pericoli della Seconda guerra mondiale. Nel comune di Aci Castello si trova una particolare area protetta costituita da isole e i faraglioni di origine vulcanica che si trovano a poca distanza dalla costa. Sono gli Scogli dei ciclopi, frammenti alti fino a 70 metri costituiti da prismi di basalto. L’area protetta e grande oltre 600 ettari é celebre con il nome di litorale dei Ciclopi.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Aci Castello La Cucina
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Ricchissima di odori, sapori e colori, la cucina locale ha attinto dalle tradizioni gastronomiche dei diversi popoli che hanno vissuto in questa terra. Arabi, Normanni, Francesi, Spagnoli.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Prelibati i frutti del mare, pesci, molluschi e crostacei. Tra i piatti più gustosi l’insalata di frutti di mare. Il carpaccio di pesce spada, il carpaccio di alici e quello di gamberi. Gli spaghetti al nero di seppia. Inoltre sempre ottimo e fresco il pesce alla griglia.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Ottimi vini locali doc e i dolci. Gelati, granite guarnite con panna montata a mano (da veri intenditori) i cannoli siciliani e la cascatelle di ricotta.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2016 07:00:00 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Aci Trezza</title>
      <link>https://www.hotelchrismare.com/aci-trezza</link>
      <description>Aci Trezza Aci Trezza (‘a Trizza in siciliano) è una frazione del comune di Aci Castello, nella città metropolitana di Catania. Centro peschereccio di antica e notevole tradizione, è famoso per il suo paesaggio. Si affaccia sul mar Jonio e dista circa 9 chilometri da Catania. Il panorama di Aci Trezza è dominato dai faraglioni</description>
      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Aci Trezza
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Aci Trezza (‘a Trizza in siciliano) è una frazione del comune di Aci Castello, nella città metropolitana di Catania. Centro peschereccio di antica e notevole tradizione, è famoso per il suo paesaggio. Si affaccia sul mar Jonio e dista circa 9 chilometri da Catania. Il panorama di Aci Trezza è dominato dai faraglioni dei Ciclopi. Otto pittoreschi scogli basaltici che, secondo la leggenda, furono lanciati da Polifemo ad Ulisse durante la sua fuga. Poco distante dalla costa (a circa 400 m di distanza), è presente l’isola Lachea, identificata con l’omerica isola delle Capre e che attualmente ospita la sede di una stazione di studi di biologia dell’Università degli Studi di Catania. Tutta l’area è riserva marina dal 2004.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Il paese fu fondato ufficialmente alla fine del XVII secolo da Stefano Riggio. La scelta non fu casuale, essendo questi proprietario dal 1651 della città di Aci Sant’Antonio e San Filippo.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Aci Trezza e Il Mare
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Suggestiva è la “passeggiata” per il mare di Acitrezza, alla marina, che si trova proprio di fronte la Piazza Giovanni Verga, dove si possono incontrare i barcaroli del luogo che portano i turisti, sulle loro caratteristiche barche a remi, fino agli scogli dei Ciclopi. Esattamente nella piazza marina, in riva al mare, si svolge il mercato ittico, rinomatissimo per il buon pesce che vi si trova, aperto dalle 2.00 di notte sino alle 6.00 di mattina.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Aci Trezza Arte
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Fu il paese in cui Giovanni Verga ambientò il famoso romanzo I Malavoglia (1881). Nel 1948, venne girato il film ad esso ispirato La terra trema di Luchino Visconti e Antonio Pietrangeli. Capolavoro del neorealismo realizzato con attori non professionisti abitanti del luogo.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Non distante dalla Chiesa del Patrono, in base ad alcuni elementi descrittivi forniti dal Verga nei Malavoglia, è stata identificata la “casa del nespolo” (l’abitazione di Padron ‘Ntoni) nella quale è stato allestito un piccolo museo contenente oggetti della tradizione marinara ed una sezione fotografica dedicata al film di Luchino Visconti. Da visitare la Chiesa di San Giovanni Battista, nella piazza centrale del paese, La Casa del Nespolo dei Malavoglia dove vi è il Museo Trezzoto.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Sep 2016 06:00:00 GMT</pubDate>
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